I  festeggiamenti del 1865

Da: Carlo M. Fiorentino

 

- Firenze capitale e la corte di Vittorio Emanuele II

 

"I principi reali Umberto e Margherita, nelle tiepide giornate del maggio 1868  furono in visita nella città gigliata in occasione del loro viaggio nuziale, a far respirare ai fiorentini un’aria di regale mondanità. Furono giorni memorabili:

«Chi non ha veduto l’ingresso dei principi sposi in Firenze», ricordava con qualche enfasi molti anni dopo Pesci, «può dire di non avere assistito ad una delle scene più solennemente grandiose dell’ultima metà del secolo scorso». Le strade presentavano uno spettacolo che a memoria dei fiorentini non si era mai visto per la sua suggestività e bellezza. Sembrava che un mago o un incantatore vi avesse trapiantato tutti i più bei giardini dei colli toscani. Dalle Cascine a palazzo Pitti vi erano una lunga fila di pergolati, di giardiniere, di enormi mazzi di fiori, quasi che tutto il regno di Flora volesse rendere omaggio alla principessa reale. Oltre centomila persone erano venute da tutte le contrade d’Italia per rendere omaggio ai giovani sposi.

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Per le feste nuziali dei principi di Piemonte palazzo Pitti ospitò una grande festa, alla quale parteciparono più di duecentocinquanta signore. Vi furono, inoltre, sfilate di cavalieri alle Cascine e rappresentazioni teatrali. Le feste si protrassero fino all’8 maggio tra vari splendori, descritti minuziosamente dalla stampa, anche se alcuni rappresentanti delle istituzioni, come il presidente della Camera Giovanni Lanza, insoddisfatto per i disagi a cui era stato sottoposto in quei giorni e soprattutto infastidito dalla calca, «tale da rimanere soffocati», doveva infine gioire che la capitale fosse «rientrata nella sua monotona quiete».